I nuovi idoli – Introduzione

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Introduzione alla serie: “I nuovi idoli”

La Scrittura non ci propone mai un’opposizione tra fede e ateismo, ma tra fede e idolatria. Chi, o meglio: cosa sono questi idoli, questi falsi dèi? Come ci offuscano la visione di Dio?

La domanda può sembrare banale, e forse anche sempliciotta, ma può anche aiutare a distinguere gli atteggiamenti della nostra fede. È la domanda che pone un confine tra l’essere credenti o l’essere idolatri. Alcuni nostri atteggiamenti quotidiani, di fatto, seppur apparentemente innocui, ci sviano da una fede genuina. O se preferite da un’autentica umanità. Che poi, a ben vedere, sono due facce della stessa medaglia.

D’altra parte il monito è ben chiaro anche nel Vangelo: “Non si può servire Dio e Mammmona”. “Mammona” è stato identificato con il denaro, con il potere… idoli appariscenti, chiari, concretamente identificabili. Ma vi sono altri idoli: tanti piccoli stili di vita, tante piccole superficialità, tanti piccoli inganni. Idoli effimeri ma che disperdono, disperano, violentano. Evidenze rimosse, anzi: date per assodate, in qualche modo coccolate.

Non credo che il senso del sacro e il suo corrispettivo rituale oggi siano scomparsi: credo, al contrario, che abbiano assunto altri connotati. Ci troviamo quindi a considerare “sacro”, intoccabile, quello che sacro non è, a offrire sacrifici e abitudini (e quindi riti) ad altro.

Le riflessioni su “i nuovi idoli” non vogliono essere trattazioni esaustive. Desiderano, al contrario, offrire spunti di riflessione personale e, perché no?, di confronto tra credenti.

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